Recursos y fuentes - Documentos litúrgicos
Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos
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Ordinario de la misa según el rito ambrosiano
Quando il popolo si è radunato, il sacerdote con i ministri si reca all'altare; intanto si esegue il
CANTO D'INGRESSO
La funzione propria di questo canto è quella di dare inizio alla celebrazione, favorire l'unione dei fedeli riuniti, introdurre il loro spirito nel mistero del tempo liturgico o della festività, e accompagnare la processione del sacerdote e dei ministri. Il canto viene eseguito dal popolo o dalla schola, oppure dalla schola e dal popolo a cori alternati. Se all'ingresso non ha luogo il canto, il testo proposto nel messale viene letto o dai fedeli, o da alcuni di essi, o dal lettore, o dal ministro. Solo, in loro mancanza, meno convenientemente sarà recitato dal celebrante. La stessa indicazione vale per gli altri canti della messa.
Giunto all'altare, il sacerdote con i ministri fa la debita riverenza, bacia l'altare in segno di venerazione ed eventualmente lo incensa. Se è presente il diacono, il sacerdote incensa solamente la croce e la mensa, il diacono prosegue l'incensazione girando attorno all'altare. Quindi, il sacerdote con i ministri si reca alla sede.
Terminato il canto d'ingresso, sacerdote e fedeli, in piedi, fanno il segno della croce. Il sacerdote dice:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
SALUTO
Con il saluto il sacerdote annuncia alla comunità la presenza del Signore. Il saluto sacerdotale e la risposta del popolo manifestano il mistero della Chiesa radunata.
Il sacerdote, allargando le braccia, saluta il popolo con una delle seguenti formule:
1. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
E con il tuo spirito.
2. La grazia e la pace di Dio nostro Padre e del Signore nostro Gesù Cristo siano con tutti voi.
E con il tuo spirito.
oppure:
Benedetto nei secoli il Signore.
3. Il Signore sia con voi.
Il vescovo:
La pace sia con voi.
E con il tuo spirito
4. Cfr 2Ts 3, 5
Il Signore, che guida i nostri cuori nell'amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi.
E con il tuo spirito.
5. Cfr Rm 15, 13
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi.
E con il tuo spirito.
6. Cfr Ef 6, 23
La pace, la carità e la fede da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo siano con tutti voi.
E con il tuo spirito.
7. Cfr 1Pt 1, 1-2
Fratelli, eletti secondo la prescienza di Dio Padre mediante la santificazione dello Spirito per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue, grazia e pace in abbondanza siano con tutti voi.
E con il tuo spirito.
Il sacerdote, o il diacono, o un altro ministro idoneo, può fare una brevissima presentazione della messa del giorno.
ATTO PENITENZIALE *
* Al posto dell'atto penitenziale, ogni domenica, si può fare il rito della benedizione e aspersione dell'acqua, in tutte le chiese, in tutti gli oratori, a tutte le messe del giorno.
L'atto penitenziale viene omesso quando la messa fa tutt'uno con una liturgia vigiliare (Veglia Pasquale, Grandi vigilie di Natale, Epifania e Pentecoste, Liturgia vigiliare vespertina del sabato), oppure è unita a un'ora liturgica (Lodi, Vespri), oppure inizia con una vera processione d'ingresso.
In quest'ultimo caso, i ministranti con la croce e le candele, giunti ai piedi dell'altare, si fermano rivolgendosi verso i fedeli mentre il clero e gli altri ministri si dispongono su due file rivolte l'una verso l'altra e il sacerdote presidente chiude la processione stando rivolto verso la croce. Si cantano i dodici Kyrie con una sallenda appropriata.
Il sacerdote invita i fedeli al pentimento con queste parole o con altre simili:
Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.
oppure:
Invitati dal Signore alla mensa del suo sacrificio redentore, umiliamoci pentiti dinanzi a lui, perché alle debolezze della nostra umana miseria supplisca il perdono della sua infinita misericordia.
oppure:
Il Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell'Eucaristia, ci chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con fiducia la misericordia di Dio.
oppure:
Gesù Cristo, il giusto, intercede per noi e ci riconcilia con il Padre. Apriamo il nostro spirito al pentimento, per essere meno indegni di accostarci alla mensa del Signore.
oppure:
Il Signore ha detto: «Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra». Riconosciamoci tutti peccatori e perdoniamoci a vicenda dal profondo del cuore.
oppure:
Accostiamoci con fiducia a Dio, nostro Padre; nella sua bontà perdoni le nostre colpe, perché possiamo partecipare ai santi misteri con l'abito nuziale della sua grazia.
oppure:
Il Signore è buono, eterna è la sua misericordia; le nostre colpe meritano condanna, ma Egli è il Dio che accoglie e che perdona.
Prima formula
Dopo una breve pausa di silenzio, il sacerdote o un altro ministro idoneo, dice o canta le seguenti invocazioni:
Tu che sei inviato dal Padre per salvare i contriti di cuore, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei venuto a chiamare i peccatori, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che intercedi per noi presso il Padre, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
In luogo delle tre invocazioni precedenti, si possono usare le seguenti:
Tu che ti sei fatto uomo per salvarci, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei morto in croce per tutti gli uomini, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che ci hai riaperto la via del cielo, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu buon Pastore, che conosci le tue pecorelle, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che vai in cerca della pecorella smarrita, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che ci guidi ai pascoli eterni del cielo, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei la via per ricondurci al Padre, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei la verità per illuminare i popoli, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei la vita per rinnovare il mondo, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che hai parole di vita eterna, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei mite e umile di cuore, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che per noi ti sei fatto obbediente fino alla morte, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che a Pietro pentito hai offerto il tuo perdono, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che al ladro in croce hai promesso il paradiso, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che hai donato agli apostoli il tuo Spirito per la remissione dei peccati, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei disceso dal cielo per la nostra salvezza, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei morto in croce per darci la tua vita, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei risorto e sei salito al cielo per condurci al Padre, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei venuto non a condannare, ma a perdonare, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che fai festa per ogni peccatore pentito, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che perdoni molto a chi molto ama, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei venuto a cercare chi era perduto, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei venuto per dare la vita in riscatto per tutti, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che raccogli nell'unità i figli dispersi, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei la pienezza di verità e di grazia, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che ti sei fatto povero per arricchirci, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei venuto a fare di noi il tuo popolo santo, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
TEMPO DI AVVENTO
Tu che sei venuto nel mondo per salvarci, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che continui a visitarci con la grazia del tuo Spirito, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che verrai un giorno a giudicare le nostre colpe, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei il difensore dei poveri, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei il rifugio dei deboli, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei la speranza dei peccatori, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che vieni a visitare il tuo popolo nella pace, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che vieni a salvare chi è perduto, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che vieni a creare un mondo nuovo, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
TEMPO DI NATALE
Tu, Figlio di Dio, che nascendo da Maria vergine ti sei fatto nostro fratello, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu, Figlio dell'uomo, che conosci e comprendi la nostra debolezza, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu, Figlio primogenito del Padre, che fai di noi una sola famiglia, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei re della pace, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei luce nelle tenebre, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei immagine dell'uomo nuovo, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Seconda formula
Si fa una breve pausa di silenzio. Poi il sacerdote e i fedeli insieme fanno la confessione:
Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli,
che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni,
e, battendosi il petto, dicono:
per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
E supplico la beata sempre vergine Maria,
gli angeli, i santi e voi, fratelli,
di pregare per me il Signore Dio nostro.
Segue l'assoluzione del sacerdote.
Terza formula
Si fa una breve pausa di silenzio. Poi il sacerdote dice:
Pietà di noi, Signore.
Contro di te abbiamo peccato.
Mostraci, Signore, la tua misericordia.
E donaci la tua salvezza.
Segue l'assoluzione del sacerdote:
Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
Amen.
INNO
Il Gloria è un inno antichissimo e venerabile, con il quale la Chiesa, radunata nello Spirito Santo, glorifica e supplica Dio Padre e l'Agnello.
Lo si canta o si recita nelle Domeniche fuori dei tempi di Avvento e Quaresima, nelle solennità e feste e in particolari celebrazioni più solenni.
Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.
oppure, in canto:
Glória in excélsis Deo et in terra pax homínibus bonae voluntátis.
Laudámus te, benedícimus te, adorámus te, glorificámus te, grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam, Dómine Deus, Rex caeléstis, Deus Pater omnípotens.
Dómine Fili unigénute, lesu Christe, Dómine Deus, Agnus Dei, Fílius Patris, qui tollis peccáta mundi, miserére nobis; qui tollis peccáta mundi, súscipe deprecatiónem nostrum. Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis.
Quóniam tu solus Sanctus, tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus, Iesu Christe, cum Sancto Spíritu: in glória Dei Patris. Amen.
ORAZIONE ALL'INIZIO DELL'ASSEMBLEA LITURGICA
Quest'orazione esprime il carattere proprio della celebrazione. Di norma, il sacerdote rivolge la preghiera a Dio Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo. In qualche caso, la preghiera è rivolta a Gesù Cristo in modo diretto. Nell'uno e nell'altro caso, i fedeli esprimono la loro intima partecipazione alla preghiera del sacerdote, formulata al plurale (noi), con l' Amen di assenso.
Terminato l'inno del Gloria , il sacerdote, a mani giunte dice:
Preghiamo.
E tutti, insieme con il sacerdote, pregano in silenzio per un momento.
Quindi il sacerdote allarga le braccia e dice l'orazione, che termina con la conclusione lunga:
- Se è rivolta al Padre:
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
- Se è rivolta al Padre, ma verso la fine dell'orazione si fa menzione del Figlio e non è indicata un'altra conclusione:
Egli che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
oppure:
Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
- Se è rivolta al Figlio e non è indicata un'altra conclusione:
Tu che sei Dio, e vivi e regni con il Padre, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
Nella liturgia della parola Dio parla al suo popolo, gli manifesta il mistero della redenzione e della salvezza e gli offre un nutrimento spirituale. Cristo stesso è presente per mezzo della sua parola tra i fedeli.
Il popolo fa propria questa parola divina con i canti; così nutrito, prega nell'orazione universale per le necessità di tutta la Chiesa e per la salvezza del mondo intero.
LETTURA
Mentre tutti si siedono, il lettore si porta all'ambone per proclamare la Lettura e prima di annunziarne il titolo, inchinato verso il sacerdote, chiede la benedizione, dicendo a chiara voce:
Benedicimi, padre.
Il sacerdote, a chiara voce, benedice con una delle formule seguenti:
- Se la Lettura è tratta dall'Antico Testamento:
La lettura profetica + ci illumini e ci giovi a salvezza.
- Se la Lettura è tratta dalla passione o dalla biografia del santo patrono o del titolare della Chiesa:
La parola della Chiesa + ci illumini e ci giovi a salvezza.
- Se il medesimo lettore proclama le due letture che precedono la proclamazione del vangelo:
La parola di Dio + ci illumini e ci giovi a salvezza.
- Se è lo stesso lettore che proclama sia la lettura ecclesiastica sia quella biblica, il sacerdote benedice con la formula seguente:
Leggi + nel nome del Signore.
- Invece di queste formule si può sempre usare quella breve:
Leggi + nel nome del Signore.
Per indicare la fine della lettura biblica, il lettore aggiunge:
Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio.
Per indicare la fine della lettura della passione o dalla biografia del santo patrono o del titolare della chiesa, il lettore aggiunge:
Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.
Amen.
SALMO O SALMELLO
Il Salmo responsoriale (o, in alcune particolari celebrazioni, il Salmello) è parte integrante della liturgia della parola. È la risposta orante fatta dall'assemblea alla proclamazione della Lettura, sempre attingendo dalla Bibbia.
Il salmista canta o legge il Salmo. Il popolo partecipa con il ritornello. L'esecuzione del Salmello comporta di norma l'intervento del solista (o del coro), che propone la prima parte, cui segue la risposta dell'assemblea nella seconda parte.
EPISTOLA
Il lettore, all'ambone, legge l'Epistola; se è un diverso lettore, chiede la benedizione a chiara voce, come sopra. Per indicare la fine dell'Epistola aggiunge:
Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio.
CANTO AL VANGELO
È composto da un versetto biblico, preceduto e seguito dall' Alleluia (in Quaresima, da un'altra acclamazione) e serve da introduzione alla proclamazione del vangelo.
Intanto, se si usa l'incenso, il sacerdote lo pone nel turibolo. Poi il diacono che deve proclamare il vangelo si porta all'ambone, accompagnato, secondo l'opportunità, dai ministri con l'incenso, con il turibolo e con i candelieri.
VANGELO
Rivolto verso il sacerdote, il diacono chiede la benedizione, dicendo a chiara voce:
Benedicimi, padre.
Il sacerdote, a chiara voce, risponde:
Il Signore sia nel tuo cuore e sulle tue labbra perché tu possa annunziare degnamente il suo vangelo. Nel nome del Padre e del Figlio + e dello Spirito Santo.
Il diacono risponde:
Amen.
Se non c'è il diacono, il sacerdote, inchinandosi dinanzi all'altare, dice sottovoce:
Purifica il mio cuore e le mie labbra, o Dio onnipotente, perché possa annunziare degnamente il tuo vangelo.
Il diacono, o il sacerdote, dice:
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
Lettura del vangelo secondo N.
e intanto segna il libro e se stesso in fronte, sulla bocca e sul petto.
Gloria a te, o Signore.
Il diacono, o il sacerdote, (incensa il libro e) proclama il vangelo.
Terminata la lettura, il diacono o il sacerdote dice:
Parola del Signore.
Lode a te, o Cristo.
Poi bacia il libro.
OMELIA
L'omelia fa parte della liturgia della parola e consiste in una esposizione viva e attuale soprattutto delle letture bibliche proclamate.
L'omelia è prescritta in tutte le Domeniche e feste di precetto, ed è raccomandata negli altri giorni. L'assemblea ascolta seduta.
CANTO DOPO IL VANGELO
Si canta o si recita dopo il Vangelo o, quando si tiene l'omelia, dopo l'omelia, mentre viene preparato l'altare (i ministri pongono sulla mensa dell'altare il corporale, il purificatoio e il calice), che è il centro di tutta la liturgia eucaristica. Come eco dell'annuncio della parola di Dio questo canto esprime la letizia di chi è stato raggiunto dalla «buona novella».
PREGHIERA UNIVERSALE O DEI FEDELI
In essa il popolo, esercitando la sua funzione sacerdotale, prega per tutti gli uomini, e normalmente secondo questa successione:
per le necessità della Chiesa;
per i governanti e per la salvezza di tutto il mondo;
per quelli che si trovano in difficoltà;
per la comunità locale;
per alcune intenzioni adatte alla circostanza particolare.
Il sacerdote introduce la preghiera con una breve monizione; le intenzioni sono proposte da un diacono, o da un cantore, o da qualche altra persona; l'assemblea risponde con l'invocazione.
Nelle comunità più preparate, secondo l'opportunità, dopo l'introduzione del sacerdote, il diacono o un ministro dice la seguente ammonizione:
Mettiamoci in ginocchio.
Il popolo si mette in ginocchio.
Terminate le intenzioni della preghiera universale, il diacono o un ministro dice:
Alziamoci per la preghiera del sacerdote.
Il popolo si alza, rispondendo:
Ci eleviamo a te, Signore.
ORAZIONE A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Il sacerdote dice l'orazione a conclusione della liturgia della parola. Essa non va mai omessa, anche quando si tralascia la preghiera universale. Essa termina con la conclusione breve:
- Se è rivolta al Padre:
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
- Se è rivolta al Padre, ma verso la fine di essa si fa menzione del Figlio e non è espressa altra conclusione:
Egli che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
oppure:
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
- Se è rivolta al Figlio e non è espressa altra conclusione:
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
Nell'ultima Cena Cristo istituì il convito pasquale per mezzo del quale è reso presente nella Chiesa il sacrificio della croce. Il sacerdote, che rappresenta Gesù Cristo, compie ciò che il Signore stesso fece e affidò ai discepoli perché lo ripetessero in sua memoria.
Gesù infatti prese il pane e il calice, rese grazie e li diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, bevete; questo è il mio corpo; questo è il calice del mio sangue. Fate questo in memoria di me». La Chiesa ha disposto tutta la liturgia eucaristica in vari momenti, che corrispondono a queste parole e gesti di Cristo.
SCAMBIO DI PACE
Col gesto di pace, che precede la presentazione dei doni all'altare secondo il monito di Gesù, i fedeli esprimono tra di loro l'amore vicendevole, segno distintivo dei discepoli del Signore, di cui l'eucaristia è l'origine e il sacramento.
Terminata la liturgia della parola, il diacono, o il sacerdote, dice una delle seguenti ammonizioni o altra simile:
Sia pace tra voi.
oppure:
Secondo l'ammonimento del Signore, prima di presentare i nostri doni all'altare, scambiamoci un segno di pace.
oppure:
Scambiatevi un segno di pace.
E tutti si scambiano vicendevolmente un segno di pace; il sacerdote dà la pace al diacono o al ministro.
oppure:
Fratelli, raccolti dallo stesso Spirito di Cristo, proclamiamo con cuore sincero il simbolo della nostra fede:
oppure:
Fratelli, per celebrare con frutto l'Eucaristia, sacramento dell'unità della Chiesa, proclamiamo insieme la fede cattolica:
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
(tutti si inchinano)
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture,
è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.
In luogo del simbolo niceno-costantinopolitano, nel sabato «in tradizione Symboli» e nelle messe «per i battezzati», si può usare il seguente simbolo detto «degli Apostoli», che nella tradizione liturgica ha sempre avuto una funzione marcatamente battesimale. Per lo stesso motivo lo si può usare anche nelle Domeniche di Quaresima, quando viene sottolineata in modo particolare la loro caratteristica tipicamente ambrosiana di catechesi battesimale.
Io credo in Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,
(tutti si inchinano)
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna. Amen.
oppure, in canto:
Credo in unum Deum, Patrem omnipoténtem, factórem caeli et terrae, visibílium ómnium et invisibílium.
Et in unum Dóminum Iesum Christum, Fílium Dei unigénitum, et ex Patre natum ante ómnia saécula. Deum de Deo, Lumem de Lúmine, Deum verum de Deo vero, génitum, non factum, consubstantiálem Patri: per quem ómnia facta sunt. Qui propter nos hómines et propter nostra salútem descéndit de caelis.
(tutti si inchinano)
Et incarnátus est de Spíritu Sancto ex María Vírgine, et homo factus est. Crucifixus étiam pro nobis Póntio Piláto; passus et sepúltus est, et resurréxit tértia die, secúndum Scriptúras, et ascéndit ad caelos, sedet at déxtram Patris. Et iterum ventúrus est cum glória, iudicáre vivos et mórtuos, cuius regni non erit finis.
Et in Spíritum Sanctum, Dóminum et vivificántem: qui ex Patre Filóque procedi. Qui cum Patre et Filio simul adorátur et conglorificátur: qui locútus est per prophétas.
Et unam, sanctam, cathólicam et apostólicam Ecclésiam. Confiteor unum baptisma in remissiónem peccatórum. Et exspécto resurrectiónem mortuórum, et vitam ventúri saéculi. Amen.
ORAZIONE SUI DONI
Questa preghiera conclude la preparazione delle offerte, presentandole a Dio, e prelude alla preghiera eucaristica.
Il sacerdote, con le mani allargate, dice l'orazione sui doni, la quale termina con la conclusione breve. Alla fine il popolo acclama:
Amen.
A questo punto ha inizio il momento culminante dell'intera celebrazione, cioè la Preghiera Eucaristica, o preghiera di azione di grazie e di santificazione. Il sacerdote invita il popolo a innalzare il cuore verso il Signore e lo associa a sé nella solenne preghiera, che egli, a nome di tutta la comunità, rivolge al Padre per mezzo di Gesù Cristo. Tutta l'assemblea si unisce con Cristo nel magnificare le grandi opere di Dio e nell'offrire il sacrificio.
PREFAZIO
Il prefazio esprime specialmente l'azione di grazie. Il sacerdote, a nome di tutto il popolo santo, glorifica Dio Padre e gli rende grazie per tutta l'opera della salvezza o per qualche suo aspetto particolare, a secondo della diversità del giorno, della festa o del tempo.
Il sacerdote, in dialogo con il popolo , inizia la Preghiera Eucaristica. Allargando le braccia dice:
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
Alzando le braccia, il sacerdote prosegue:
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Con le braccia allargate, il sacerdote soggiunge:
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
Ė cosa buona e giusta.
Il sacerdote continua il prefazio con le braccia allargate. Alla fine congiunge le mani e conclude il prefazio cantando insieme con il popolo o dicendo ad alta voce:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
oppure, in canto:
Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt caeli et terra glória tua.
Hosánna in excélsis.
Benedíctus qui venit in nominee Dómini.
Hosánna in ecélsis.
PREGHIERA EUCARISTICA
Poiché la celebrazione eucaristica è un convito pasquale, conviene che, secondo il comando del Signore, i fedeli ben disposti ricevano il Corpo e il suo Sangue come cibo spirituale.
FRAZIONE DEL PANE
Il gesto della frazione del pane, compiuto da Gesù nell'ultima Cena, non ha soltanto una ragione pratica, ma significa che noi, pur essendo molti, diventiamo un solo corpo nella comunione e un solo Pane di vita, che è Cristo (1Cor 10,17).
Deposti il calice e la patena, il sacerdote prende l'ostia e la spezza sopra la patena o sopra il calice e ne lascia cadere un frammento nel calice. Si esegue intanto il canto allo spezzare del pane.
CANTO ALLO SPEZZARE DEL PANE
Ha lo scopo di accompagnare e di sottolineare il valore di questo gesto che prepara il convito eucaristico.
PADRE NOSTRO
È la preghiera del Signore. In essa si chiede il pane quotidiano, nel quale i cristiani scorgono anche un riferimento al pane eucaristico, e si implora la purificazione dei peccati, così che realmente «i santi doni vengano dati ai santi».
Il sacerdote, a mani giunte, dice queste parole o altre simili:
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
oppure:
Guidati dallo Spirito di Gesù e illuminati dalla sapienza del vangelo, osiamo dire:
oppure:
Dio Padre ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: «Abbà, Padre!». Sia questo il nostro stesso grido mentre osiamo rivolgere a Dio la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato:
oppure:
Con il battesimo siamo diventati figli di Dio e come tali Dio stesso ci invita ora alla sua mensa: con gioiosa fiducia rivolgiamo a lui la preghiera che Gesù ci ha insegnato:
oppure:
Elevando le mani verso il Padre che è nei cieli e lasciandoci guidare dallo Spirito Santo che prega in noi e per noi, diciamo insieme la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato:
Con le braccia allargate, dice o canta col popolo il Padre nostro . Anche i fedeli possono allargare le braccia imitando il sacerdote nell'intento di significare la comune paternità di Dio
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Oppure, in canto:
Pater noster, qui es in caelis: sanctifidétur nomen tuum; advéniat regnum tuum; fiat volúntas tua, sicut in caelo, et in terra.
Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie; et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris; et ne non indúcas in tentatiónem; sed libera nos a malo.
Solo il sacerdote, con le braccia allargate, continua:
Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l'aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell'attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo.
Il popolo conclude la preghiera con l'acclamazione:
Tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli.
Il sacerdote, con le braccia allargate, dice ad alta voce:
Signore Gesù Cristo che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà.
Congiunge le mani.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
Il sacerdote, allargando e ricongiungendo le mani, dice:
La pace e la comunione del Signore nostro Gesù Cristo siano sempre con voi.
E con il tuo spirito.
COMUNIONE
La celebrazione eucaristica è il banchetto pasquale della Chiesa. Ricevendo la comunione, secondo l'invito di Cristo, i fedeli ben disposti partecipano compiutamente al sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue.
Il sacerdote, con le mani giunte, dice sottovoce:
Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che per volontà del Padre e con l'opera dello Spirito Santo morendo hai dato la vita al mondo, per il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue liberami da ogni colpa e da ogni male, fa' che sia sempre fedele alla tua legge e non sia mai separato da te.
oppure:
La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per tua misericordia sia rimedio e difesa dell'anima e del corpo.
Genuflette, prende l'ostia e tenendola sollevata sulla patena, rivolto al popolo, dice ad alta voce:
Beati gli invitati alla cena del Signore. Ecco l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.
E continua, dicendo insieme con il popolo:
O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di' soltanto una parola e io sarò salvato.
Il sacerdote, rivolto all'altare, dice sottovoce:
Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna.
E con riverenza si comunica al Sangue di Cristo. Prende poi la patena o la pisside, e si porta verso i comunicandi. Nel presentare a ognuno l'ostia la tiene sollevata e dice:
Il Corpo di Cristo.
Il comunicando risponde:
Amen.
E riceve la comunione. Nello stesso modo si comporta il diacono, quando distribuisce la comunione.
CANTO ALLA COMUNIONE
Mentre il sacerdote e i fedeli si comunicano, si inizia il canto alla comunione; esso ha lo scopo di esprimere mediante l'accordo delle voci l'unione spirituale di coloro che si comunicano, di dimostrare la gioia del cuore e di rendere più fraterna la processione di coloro che si accostano a ricevere il Corpo di Cristo.
Terminata la distribuzione della comunione, il sacerdote, o il diacono, asterge la patena sul calice e quindi il calice, stando al lato dell'altare o alla credenza. Poi il sacerdote può tornare alla sede.
Secondo i casi, si può osservare, per un tempo conveniente, il sacro silenzio, oppure si può cantare un salmo o un canto di lode e di ringraziamento.
ORAZIONE DOPO LA COMUNIONE
L'orazione dopo la comunione rende grazie a Dio per l'eucaristia celebrata e chiede i frutti della partecipazione al convito del Signore.
Il sacerdote, dalla sede o dall'altare, dice:
Preghiamo.
E tutti insieme con il sacerdote pregano in silenzio per breve tempo, se non l'hanno già fatto in precedenza. Poi il sacerdote, con le braccia allargate, dice l'orazione dopo la comunione. L'orazione dopo la comunione termina con la conclusione breve. Alla fine il popolo acclama:
Amen.
A questo punto si danno, quando occorre, brevi comunicazioni o avvisi al popolo.
SALUTO E BENEDIZIONE DEL SACERDOTE
Il sacerdote, rivolto verso il popolo, con le braccia allargate, dice:
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
Il sacerdote benedice il popolo.
Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo.
Il popolo acclama:
Amen.
In certi casi e in circostanze particolari, si può usare una formula di benedizione più solenne.
Infine il diacono, o il sacerdote stesso, rivolto verso il popolo, a mani giunte, dice:
Andiamo in pace.
Il popolo risponde:
Nel nome di Cristo.
Il sacerdote bacia l'altare in segno di venerazione come all'inizio; fa quindi con i ministri la debita riverenza e lascia l'altare.
Quando la messa è seguita immediatamente da un'altra azione liturgica, si tralasciano i riti di conclusione.