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Preghiera eucaristica V

Misal ambrosiano

(Para el Jueves Santo)

Prefazio
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo,
a te, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Il tuo unigenito Figlio,
che possiede con te la natura divina,
per cancellare le nostre colpe
si è fatto uomo;
venuto a liberarci, pur essendo il Signore
è venduto a sacrilego prezzo da un servo;
e colui che giudica gli angeli
è trascinato davanti al tribunale di un uomo.
Così strappò dalla morte coloro cui aveva dato la vita.
Per questo mistero d'amore
uniti agli angeli e ai santi
eleviamo a te, o Padre,
unico Dio col Figlio e con lo Spirito santo,
l'inno della triplice lode:

Alla fine congiunge le mani e conclude cantando insieme con il popolo o dicendo ad alta voce:
Santo...

Il sacerdote, con le braccia allargate, dice:
Veramente santo,
veramente benedetto sei tu, o Dio;
tu ci hai voluto in comunione di vita col Figlio tuo,
eredi con lui del tuo regno,
cittadini del cielo
e compagni degli angeli,
se però con serviamo con fede pura
il mistero cantato dalle schiere celesti.
E noi, elevati a tale dignità
da poter presentare a te,
per l'efficacia dello Spirito santo,
il sacrificio sublime
del corpo e del sangue
del Signore nostro Gesù Cristo,
tutto possiamo sperare
dalla tua misericordia.
Per la redenzione del mondo,
egli andò incontro liberamente alla passione
che ricordiamo con venerazione e con amore.
E per istituire un sacrificio
quale sacramento di imperitura salvezza,
per primo offrì se stesso come vittima
e comandò di ripresentarne l'offerta.

Congiunge le mani.
Nelle formule seguenti, le parole del Signore siano dette con voce chiara e distinta, come è richiesto dalla loro natura.


In questo giorno, alla vigilia di patire
per la salvezza nostra e del mondo intero,
stando a mensa tra i suoi discepoli,


prende il pane, e tenendolo un poco sollevato sull'altare, prosegue:

egli prese il pane

alza gli occhi,

e alzando gli occhi al cielo
a te, Dio, Padre suo onnipotente,
rese grazie con la preghiera di benedizione,
spezzò il pane,
lo diede ai suoi discepoli e disse:


inchinandosi leggermente

PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI:
QUESTO È IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

Presenta al popolo l'ostia consacrata, la depone sulla patena e genuflette in adorazione. Poi riprende:

Dopo la cena,
allo stesso modo,

prende il calice, e tenendolo un poco sollevato sull'altare, prosegue:

prese il calice

alza gli occhi,

e alzando gli occhi al cielo
a te, Dio, Padre suo onnipotente,
rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo diede ai suoi discepoli
e disse:


inchinandosi leggermente

PRENDETE, E BEVETENE TUTTI:
QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.
Diede loro anche questo comando:
OGNI VOLTA CHE FARETE QUESTO
LO FARETE IN MEMORIA DI ME:
PREDICHERETE LA MIA MORTE,
ANNUNZIERETE LA MIA RISURREZIONE,
ATTENDERETE CON FIDUCIA IL MIO RITORNO
FINCHÈ DI NUOVO VERRÒ A VOI DAL CIELO.

Presenta al popolo il calice, lo depone sul corporale e genuflette in adorazione. Poi dice:

Mistero della fede.

Il popolo acclama dicendo:

Tu ci hai redento con la tua croce
e la tua risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.


Con le braccia distese in forma di croce, il sacerdote continua:

Obbedendo al divino comando,
noi celebriamo, o Padre, questo mistero
e, ricercando nel convito del corpo del Signore
una comunione inseparabile con lui,
ne annunziamo la morte.


Con le braccia allargate, prosegue:

Manda a noi, o Padre onnipotente,
l'unigenito tuo Figlio,
tu che ce lo hai mandato con amore spontaneo
prima ancora che l'uomo potesse cercarlo.
Da te, che sei Dio ineffabile e immenso,
lo hai generato Dio ineffabile e immenso, a te uguale.
Donaci ora, quale fonte di salvezza, il suo corpo
che ha sofferto per la redenzione degli uomini.
Guarda propizio a questo popolo che è tuo possesso
e a tutta la tua famiglia,
che in comunione col nostro papa N.
e col nostro vescovo N.,
rinnovando il mistero della passione del Signore,
proclama le tue opere meravigliose
e rivive i prodigi che l'hanno chiamata a libertà.
Tu che ora ci raduni col vincolo di un amore sincero
nell'unità della Chiesa cattolica,
serbaci per il banchetto del cielo
e per la partecipazione alla tua gloria
con la beata vergine Maria, con sant'Ambrogio e tutti i santi.


Prende con una mano la patena su cui è l'ostia, e con l'altra mano il calice, ed elevandoli insieme dice:

Con il Signore nostro Gesù Cristo,
nell'unità dello Spirito santo,
a te, o Padre, è l'onore, la lode, la gloria,
la maestà e la potenza,
ora e sempre,
dall'eternità e per tutti i secoli dei secoli.

Il popolo acclama:

Amen.

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